4434
Campioni
5%
Georeferenziati
2018–2023
Anni di raccolta
I luoghi di raccolta dei 229 campioni georeferenziati dell'erbario: ogni punto è un'area, e il suo colore dice quanti campioni ne provengono.
EsploraQuanti campioni sono stati raccolti anno per anno, dal 2018 al 2023.
Esplora i graficiErbario Università di Bologna raccoglie 2 sottocollezioni: ognuna si può esplorare da sola, o tutte insieme.
Una collezione di piante essiccate del XVI secolo. Il naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi (1522-1605) rappresenta sotto vari aspetti il «tipico» scienziato del '500, con ancora una formazione di stampo aristotelico-scolastico ma animato dalla profonda convinzione che la spiegazione dei fenomeni naturali si debba ricercare nel «grande libro della natura», e non nelle opere dei classici; Aldrovandi infatti fu un attento osservatore del mondo naturale: si occupò di tutto ciò che lo incuriosiva, studiando i più diversi aspetti della natura, fondando l'Orto botanico di Bologna, raccogliendo campioni ed esemplari sia animali che vegetali, compilando oltre 360 volumi sui più diversi aspetti delle scienze naturali. Tra le sue opere figura anche l'Erbario, uno dei più antichi giunti fino ai nostri giorni, e senz'altro uno dei più ampi del suo tempo. Iniziato molto probabilmente nel 1551 ed ampliato da Aldrovandi durante tutta la sua vita, arrivò a comprendere oltre 5000 campioni suddivisi in 15 volumi rilegati. Ogni volume comprende diverse centinaia di fogli sui quali sono incollate le piante. A differenza di quanto è stato notato per altri antichi erbari, innanzitutto per quello di Andrea Cesalpino, la distribuzione delle piante nell'erbario non sembra seguire alcun criterio se non, almeno nei primi volumi, quello alfabetico. Il maggior valore della raccolta è dato quindi dal gran numero di piante che lo compongono, dalla sua antichità e dalla cura con cui è stato allestito. La collezione è attualmente conservata presso l'Orto Botanico ed Erbario dell'Università di Bologna. In un'ottica da un lato di conservazione, dall'altro di divulgazione nel 2004 abbiamo acquisito digitalmente l'intero corpo dell'erbario Aldrovandiano. Le operazioni di acquisizione digitale sono state effettuate dalla CLUEB di Bologna presso i locali dell'Erbario dell'Università di Bologna; tutte le immagini sono state acquisite da Veronique Poczobut. Le immagini delle pagine dell'erbario sono corredate da un'utile chiave di lettura. La maggior parte dei dati riportati sono il frutto del paziente e infaticabile lavoro di Adriano Soldano, che ha affrontato e concluso l'intera edizione critica dell'Erbario Aldrovandiano, edita dall'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti nei suoi Atti. Il lavoro di identificazione su ogni singola specie ha visto la consultazione di alcuni manoscritti Aldrovandiani conservati presso la Biblioteca dell'Università: le diciture riportate in tali scritti compaiono nell'apparato di lettura di ogni specie, dopo la trascrizione della dicitura accanto alla pianta, insieme alla corretta identificazione della specie e alla località di raccolta.
4205 campioni
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L'erbario didattico dell'Università di Bologna nasce nel 2022 con l'obiettivo di fornire agli studenti che frequentano corsi di Botanica uno strumento per sviluppare ed approfondire le proprie conoscenze sul mondo vegetale, a partire da una corretta identificazione delle specie più comuni. La collezione è nata da una iniziativa del Laboratorio floristico del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BiGeA) coordinato dal Prof. Juri Nascimbene che opera nell'ambito del BIOME-Lab, con il supporto del Sistema Museale d'Ateneo e del progetto Piano Lauree Scientifiche (PLS) – Scienze Naturali e Ambientali. I materiali di questa collezione sono suddivisi in diversi habitat allo scopo di facilitare il collegamento tra le specie e l'ambiente in cui vivono. Ogni reperto è dotato di un duplice cartellino: uno riguardante le caratteristiche della specie rappresentata (tassonomia, distribuzione biogeografica, forma biologica, stato di minaccia, habitat), l'altro riguardante in modo specifico l'esemplare erborizzato (data e località di raccolta geolocalizzata, raccoglitore e identificatore, caratteristiche dell'habitat di raccolta). La collezione, intesa come un'opera aperta in continuo aggiornamento, raccoglie reperti derivanti da diversi progetti a cui partecipano i ricercatori del BiGeA, come nel caso del progetto LIFE-Drylands (www.lifedrylands.eu) da cui derivano molti dei reperti rappresentativi della flora dei prati aridi. In questi casi, nel frontespizio del foglio d'erbario viene riportato anche il logo del progetto. Inoltre, lo sviluppo stesso della collezione ha un'importante ricaduta in termini didattici dal momento che vede coinvolti direttamente gli studenti che, nell'ambito di attività di tirocinio e di tesi, contribuiscono alla identificazione, preparazione e digitalizzazione dei reperti.
229 campioni
dal 2018 al 2023
The herbaria of the University of Bologna (BOLO): Ulisse Aldrovandi's sixteenth-century herbarium, Giuseppe Raddi's plants from Brazil and Egypt, and the teaching herbarium.